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Home Economia Lavoro Fiat.Landini (Fiom):tira una brutta aria.Si massacrano lavoro e diritti

Fiat.Landini (Fiom):tira una brutta aria.Si massacrano lavoro e diritti

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di Giuliano Pennacchio

Roma - La vicenda dell’accordo separato per lo stabilimento di Pomigliano della Fiat e la costituzione della nuova società, che prenderà in carico i lavoratori del “Gian Battista Vicoâ€, rappresentano per Marchionne  un’indicazione di carattere generale per le imprese e Confindustria. ‘Un fatto di una gravità assoluta’, ha commentato Maurizio Landini, segretario generale della Fiom – Cgil, aprendo la conferenza stampa di oggi, svoltesi nella sede della Cgil nazionale  per puntualizzare la posizione e il giudisio riguardava il giudizio del sindacato dei metalmeccanici della Cgil sulla vicenda Fiat, dopo i due incontri, dei giorni scorsi tenuti a Torino.

L’atteggiamento di Fiat risulta essere odioso perchè intende fare dottrina. Infatti, la Fiat mette sotto ricatto anche Confindustria, Federmeccanica e le organizzazioni firmatarie del contratto separato di Pomigliano, perchè per confermare gli impegni per il Giambattista Vico, vorrebbe ancor di più derogare contratti, leggi. Infatti, qualora che Cisl, Uil, Federmeccanica e Confindustria si sotto ponessero alla volontà di Marchionne questo comporterebbe, di fatto, la cancellazione in toto dell’istituto del contratto in Italia.’Tira una brutta aria’, chiosa Landini.
Del resto il contratto nazionale metalmeccanico sottoscritto anche dalla Fiom nel 2008 resterà in vigore fino al 2011; ogni altra deroga sarebbe gravissima. Non si può imporre a tutti i lavoratori meccanici del nostro Paese una decisione, scaturita in modo illegale, solo dal referendum di Pomigliano. In questo senso la Cgil e la Fiom si trovano unite nella mobilitazione contro lo smantellamento del contratto nazionale.
La Fiom, inoltre, pone l’accento sulla forma di come è stato firmato l’accordo per Pomigliano; l’episodio del 15 giugno (data dell’accordo) non ha precedenti nel sistema di relazioni sindacali del nostro Paese. Nel merito, se corrispondesse al vero che nella NewCo per Pomigliano tutti i singoli lavoratori dovessero firmare le nuove clausole previste dall’accordo e davanti ad una rinuncia potrebbero essere licenziati, questo risulterebbe un grave atto d’intimidazione. Allo stesso tempo, significherebbe  la distruzione del diritto del lavoro. La Fiom, ha annunciato, che sta coinvolgendo anche  giuristi ed avvocati  per verificare tutta l’illegittimità di questi comportamenti.
Dal ministro del lavoro Sacconi solo brutti segnali. Il piano per il lavoro annunciato, in queste ore,  viene  giudicato, dalla Fiom,  una misura contro il lavoro ed a danno dei diritti dei lavoratori.
‘La Fiom, ribadisce il segretario nazionale,  non si vuole sottrarre al confronto con l’azienda. Infatti, quando ha avuto l’occasione, come due giorni fa a Torino, il sindacato dei metalmeccanici Cgil ha dato una sua disponibilità a farsi carico delle necessità produttive della Fiat. Gli aumenti di produzione sono previsti, ma dentro l’ambito della Costituzione e delle leggi. La Fiat, invece, con le sue scelte farebbe tornare le condizioni del lavoro indietro di cento anni’.
Le scelte di delocalizzare le produzioni all’estero, del resto, non possono essere giustificate dal gravoso costo del lavoro nel nostro Paese, che incide sul costo totale solo per 8%, ma dai grandi finanziamenti pubblici che paesi come la Serbia, la Polonia, gli Stati Uniti destinano per il Lingotto. Questi interventi pubblici, alla fine, mettono in competizione tra di loro i lavoratori europei. Il Governo italiano- sottolinea il segretario generale della Fiom, “favorisce questa tendenza alla delocalizzazione delle produzioni, che sta impoverendo il Paese. Noi ci battiamo s, invece,  affinché il lavoro e le produzioni restino in Italia.â€
Alle forze politiche italiane la Landini lancia un appello: indicare l’uscita dalla crisi, con la cancellazione dei diritti ed il peggioramento delle condizioni di lavoro, così come si vuol fare a Pomigliano è dannoso per tutti.  ‘Sulla difesa del contratto nazionale – afferma- intendiamo sviluppare un’azione comune con i sindacati serbi e con tutte le organizzazioni sindacali europee. In questo senso, la Fiom parteciperà, insieme alla Cgil, alla manifestazione del 29 settembre, nell’ambito di una mobilitazione continentale a difesa dei diritti dei lavoratori. L’appello alla mobilitazione continuerà fino all’appuntamento del 16 ottobre, giorno che vedrà la Fiom scendere in piazza a difesa della democrazia, del lavoro e della legalità. La giornata del 16 ottobre è aperta a tutte forze politiche e sociali che hanno a cuore le sorti del nostro Paese’.
Concludendo l’incontro con la stampa, Landini ha voluto ricordare che le firme a sostegno del progetto di legge della Fiom sulla democrazia sindacale sono state dichiarate valide. Il Parlamento, nei suoi due rami di Camera e Senato, avrà la possibilità di discutere la proposta dei metalmeccanici Fiom, che prevede maggior democrazia nei luoghi di lavoro.
Infine, a sostegno delle lotte e delle vertenze dei metalmeccanici, la Fiom promuoverà a settembre una grande sottoscrizione in tutto il Paese.


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Ultimo aggiornamento ( Sabato 31 Luglio 2010 16:47 )  

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