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Home Italia Politica interna Fini 'Berlusconi è illiberale, ma io non lascio la Presidenza della Camera'. Nasce 'Futuro e libertà per l'Italia'

Fini 'Berlusconi è illiberale, ma io non lascio la Presidenza della Camera'. Nasce 'Futuro e libertà per l'Italia'

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di PaGio 

ROMA - Probabilmente per evitare domande scomode, quella che doveva essere una conferenza stampa si è trasformata in una dichiarazione alla stampa. Alle ore 15, in una sala gremita dell'Hotel Minerva di Roma, il Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini, ha rilasciato una dura dichiarazione che fa presagire tempi duri per la maggioranza parlamentare. All’orizzonte il primo scontro potrebbe venire dal ddl intercettazioni, che in virtù di questo, sostiene qualcuno, Berlusconi ha preferito accantonare.

Il testo integrale della dichiarazione di Fini
In due ore, senza la possibilità di esprimere le mie ragioni, sono stato di fatto espulso dal partito che ho contribuito a fondare. Perché ritenuto colpevole di 'stillicidio di distinguo o contrarietà nei confronti del governò, 'critica demolitoria alle decisioni del partito’, 'attacco sistematico al ruolo e alla figura del premier'. Inoltre avrei 'costantemente formulato orientamenti’ e perfino, pensate che misfatto, 'proposte di legge che confliggono col programma elettorale. La concezione non propriamente liberale della democrazia che l'onorevole Berlusconi dimostra di avere, emerge anche dall'invito a dimettermi perché 'allo stato è venuta meno la fiducia del Pdl nei confronti del ruolo di garanzia del presidente della Camera, indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni. Naturalmente non darò le dimissioni perché è a tutti noto che il presidente deve garantire il rispetto del regolamento e la imparziale conduzione della attività della Camera, non deve certo garantire la maggioranza che lo ha eletto. Sostenerlo dimostra una logica aziendale, modello amministratore delegato-consiglio di amministrazione che di certo non ha nulla a che vedere con le nostre istituzioni democratiche. Ringrazio i tantissimi cittadini che in queste ore difficili mi hanno manifestato la loro solidarietà e mi hanno invitato a continuare nella difesa di valori irrinunciabili quali l'amor di patria, la coesione nazionale, la giustizia sociale, la legalità. Legalità intesa nel senso più pieno del termine: cioè lotta al crimine come meritoriamente sta facendo il governo, ma anche legalità intesa come etica pubblica, senso dello Stato, rispetto delle regole. È un impegno che avverto come preciso dovere anche per onorare il patto con quei milioni di elettori del Pdl onesti, grati alla magistratura e alle forze dell'ordine, che non capiscono perché nel nostro partito il garantismo, principio sacrosanto, significhi troppo spesso pretesa di impunità. Infine ringrazio dal più profondo del cuore i parlamentari del Pdl che nelle prossime ore daranno vita ad iniziative per esprimere la loro protesta per quanto deciso ieri dal vertice del partito. Sono donne e uomini liberi, che sosterranno lealmente il governo ogni qual volta agirà davvero nel solco del programma elettorale e che non esiteranno a contrastare scelte dell’esecutivo ritenute ingiustamente o lesive dell'interesse generale. Ieri è stata scritta una brutta pagina per il centrodestra e più in generale per la politica italiana. Ciò tuttavia non ci impedirà di preservare i valori autenticamente liberali e riformisti del Pdl e di continuare a costruire un Futuro di Libertà. Per la nostra Italia.

Nasce 'Futuro e Libertà per l'Italia' 
Di fatto Fini ha pubblicamente annunciato la nascita del gruppo parlamentare, che farà capo allo stesso Fini, e si chiamerà 'Futuro e Libertà per l'Italia' come anticipato dal portale 'Generazione Italia', vicino all'area finiana. Il gruppo consterà di 33 deputati e 14 senatori. I deputati, che hanno aderito al nuovo gruppo parlamentare, hanno ufficializzato le loro dimissioni con una lettera inviata al presidente del gruppo parlamentare del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Lo riferiscono fonti parlamentari della maggioranza. Il documento è stato sottoscritto da 33 deputati, tra i quali: Alessandro Ruben, Andrea Ronchi, Donato Lamorte, Giulia Buongiorno, Giuseppe Scalia, Antonino Lo Presti, Flavia Perina, Fabio Granata, Carmelo Briguglio, Giorgio Conte, Luca Bellotti, Catia Polidori, Silvano Moffa, Mirko Tremaglia, Adolfo Urso, Roberto Menia, Giuseppe Consolo, Giuseppe Angeli, Souad Sbai, Gianfranco Paglia, Enzo Raisi, Italo Bocchino, Luca Barbareschi,Maria Grazia Siliquini, Benedetto Della Vedova, Angela Napoli, Francesco Proietti, Aldo Di Biagio, Carmine Santo Patarino, Giulia Cosenza, Francesco Divella, Claudio Barbaro, Antonio Bonfiglio. Fanno sapere "Non lasciamo il governo, ma non siamo disposti a votare leggi ad personam".
Il dado è stato lanciato, indietro non si può più tornare.

 

 


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Ultimo aggiornamento ( Domenica 01 Agosto 2010 14:35 )  

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