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di Mariafrancesca Ricciardulli
ROMA – Piuttosto che sgonfiarsi, l’inchiesta sulla loggia massonica P3 si allarga a macchia d’olio. Nomi eccellenti continuano a venir fuori dagli elenchi della Procura di Roma. Tre giorni fa il lungo confronto con gli inquirenti di Denis Verdini e ieri la convocazione del senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, avvalsosi della facoltà di non rispondere. In precedenza erano stati ascoltati il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci, l’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino e l’ex assessore regionale della Campania, Ernesto Sica. Ma la procura di Roma si sta preparando a nuove convocazioni.
CALIENDO - Per il momento la convocazione certa è quella del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, indagato per violazione della legge Anselmi sulle società segrete, che domani sarà interrogato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli che indagano sul gruppo che faceva capo a Flavio Carboni, l’imprenditore Arcangelo Martino e il giudice tributario Pasquale Lombardi, in carcere dai primi di luglio. A Caliendo, chiamato a chiarire i suoi rapporti con gli altri indagati, in particolare viene contestata la partecipazione ad una delle cene a casa del coordinatore del Pdl Denis Verdini a palazzo Pecci Blunt nel corso delle quali sarebbero state, secondo l’accusa, stabilite condotte illecite, relative anche a presunte pressioni da esercitare sui giudici della Corte Costituzionale per orientarne il giudizio sul “Lodo Alfanoâ€.
FORMIGONI – Lunedì prossimo sarà invece la volta del governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni, implicato nella vicenda delle presunte pressioni esercitate dal gruppo di Flavio Carboni per far ammettere la lista del governatore alle ultime elezioni regionali.
E non finisce qui, perché altri personaggi di spicco, nei prossimi giorni, potrebbero essere chiamati a presentarsi a Piazzale Clodio. Tra questi l’ex presidente della corte di Cassazione Vincenzo Carbone, il presidente della corte di appello di Milano Alfonso Marra, il capo dell’ispettorato del dicastero della Giustizia Arcibaldo Miller e l’ex avvocato generale della Cassazione Antonio Martone.
Nuove iscrizioni, poi, potrebbero prospettarsi a breve non appena esaurita la fase di valutazione delle posizioni di soggetti i cui nominativi compaiono nelle carte processuali e nelle intercettazioni telefoniche.
NUOVE ACCUSE PER VERDINI - Intanto si aggrava ancor di più la posizione di Denis Verdini, che ieri nel corso di una lunga e infuocata conferenza stampa aveva respinto tutte le accuse mossegli dai magistrati.
Per lui non solo associazionismo segreto ma anche corruzione. Una contestazione, per scelta degli stessi magistrati, non emersa neppure nel corso delle nove ore di interrogatorio. Denis Verdini, si legge nell’invito a comparire, avrebbe “promesso o corrisposto denaro o altre utilità a pubblici ufficiali o persone incaricate di pubblico servizio in relazione all’assegnazione di appalti legati all’affare dell’eolico in Sardegna, in epoca successiva al marzo 2009â€. Verdini non avrebbe cioè solo percepito denaro proveniente da Flavio Carboni in cambio della nomina di Ignazio Farris, uomo di fiducia della loggia, al vertice dell’Arpas in Sardegna, ma lui stesso avrebbe pagato, o promesso pagamenti, per pilotare gli appalti per lo sfruttamento dell’energia eolica in Sardegna.
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