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Home Italia Politica interna Pdl. Senza Fini salta il banco e Cesare resta nudo. Bocchino, Granata e Briguglio ai probiviri

Pdl. Senza Fini salta il banco e Cesare resta nudo. Bocchino, Granata e Briguglio ai probiviri

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di Alessandro Cardulli

Una trentina di “finiani†pronti a costituire un nuovo gruppo alla Camera e 12 al Senato. La corte di Berlusconi  respinge l’appello alla tregua del presidente della Camera e punta all’espulsione

ROMA - Salta il banco e il croupier resta nudo. E questione di ore, il cofondatore del Pdl, Fini, se ne andrà o verrà cacciato. Alla Camera Berlusconi era al banco del governo durante il dibattito sulla manovra. Non una stretta di mano, non uno sguardo fra i due. Ora c’è solo l’imbarazzo della scelta. Al termine della riunione dell'ufficio di Presidenza, durato solamente un'ora, è stato approvato un documento in cui si annuncia che Italo Bocchino, Fabio Granata e Carmelo Briguglio dovranno comparire davanti ai probiviri. Censura nei confronti di Fini le cui posizioni sono ritenute" incompatibili con i principi ispiratori del Pdl". Si pone perciò "il problema della Presidenza della Camera" venendo meno " anche la fiducia del Pdl nei confronti del ruolo di garanzia di Presidente della Camera indicato dal Pdl che ha vinto le elezioni. I finiani avrebbero preso 24 ore di tempo per le decisioni del caso. E’ il fallimento totale di Berlusconi,comunque vada a finire la partita che  si sta giocando, dentro quello che era il Pdl. Era, perché quel partito la cui nascita era stata  annunciata da Cesare , in piedi sul predellino della sua auto, non c’è più, con Fini o senza Fini. In un paese normale il capo di quel partito, che è anche presidente del Consiglio, non ci penserebbe un attimo a dimettersi. Ma Cesare, il croupier  responsabile del banco saltato, non prende neppure in considerazione l’ipotesi. In combutta con Bossi, che non vede più in là del proprio naso, resta abbarbicato ad un potere che sempre più svela il suo vero volto. Non è un caso che ogni giorno esponenti di primo piano del Pdl, ministri, sottosegretari, parlamentari, siano chiamati a far “visita†alle Procure di tutta Italia, dovendo rispondere a gravi infamanti accuse, dalla corruzione alla violazione  della legge contro le società segrete. Frequentano gli stessi luoghi degli amici di quella cricca di affaristi,corruttori, corrotti  che infettano il nostro paese, arrivando  con i loro tentacoli velenosi fino ai magistrati largamente disponibili ad amorosi sensi con personaggi come Carbone.

Fini e Berlusconi sono alle ultime mosse di una partita a scacchi. La torre è già caduta. Lo scacco matto è prossimo. Resta solo da vedere chi si assume la responsabilità del fallimento del Pdl, con i riflessi che avrà sullo stesso governo. Il presidente della Camera ha lanciato un appello a Berlusconi: “resettiamo†tutto, cioè mettiamo un punto e ripartiamo da capo. Certo non siamo amici, ma dobbiamo mantenere gli impegni  presi con gli elettori. Mossa abile. Se salta il banco la colpa ricade su Berlusconi che rifiuta l’armistizio.  Cesare Silvio aveva due strade, ugualmente perdenti. La prima , accettare la tregua significava riconoscere il ruolo di Fini, accettare, perlomeno come confronto, le sue posizioni. In particolare quelle prese di posizione relative alle dimissioni di indagati, alla legalità, alla legge bavaglio. Non era possibile. Perciò ha scelto la via del minor danno. Niente tregua, la proposta di Fini fuori tempo massimo. Quattro ore di riunione di un vertice notturno del Pdl, presente anche Giuliano Ferrara, per buttar giù un documento di censura , il preannuncio dell’espulsione, anche se non si capisce bene come ciò possa avvenire, secondo quali regole. Ma questo a Berlusconi, che odia le regole, non interessa. Sarà l’Ufficio di presidenza, cioè la corte di Berlusconi, a dare l’ok definitivo.
Fini ed i finiani Italo Bocchino, Carmelo Briguglio e Fabio Granata vengono considerati fuori dal Pdl. Dicono che questi non sono più "politicamente vicini al partito". Ciò potrebbe significare la "sospensione" da tre a sei mesi per i dissidenti. Venti deputati vicini al presidente della Camera sono pronti a presentare la richiesta di costituzione di un nuovo gruppo parlamentare. Nell’arco della giornata se ne sarebbero aggiunti un altra decina. La richiesta sarebbe presentata subito dopo il  provvedimento di espulsione o di sospensione dal Pdl da parte dell’Ufficio di presidenza.
I firmatari del documento sarebbero: Bocchino, Briguglio, Granata, Raisi, Barbareschi, Proietti, Divella, Buonfiglio, Barbaro, Siliquini, Perina, Angela Napoli, Bellotti, Di Biagio, Lo Presti, Scalia, Conte, Della Vedova, Urso e Tremaglia. A Montecitorio si danno per certe altre firma fra cui quelle di: Esti, Bongiorno, Paglia, Lamorte, Rubens, Menia, Angeli, Ronchi, Moffa, Cosenza, Patarino. Anche al Senato 12 parlamentari sarebbero pronti a costituire un gruppo autonomo.


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Commenti (3)Add Comment
Finalmente chiarezza.
scritto da Andrea_111118 , luglio 29, 2010
Al contrario, secondo me questo governo andrà molto meglio senza i finiani. Era ora ragazzi.
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...
scritto da Enrico Roberto Lacaria , luglio 29, 2010
non faccio parte di questa parrocchia, ma questa scissione mi fa sperare che in italia ci sia ancora qualcuno che pensi al bene del paese.... ho bisogno di crederlo...
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FINALMENTE HO CAPITO TUTTO! Fini & Finiani sono pericolosi Comunisti che in atto tentano un pericolosissimo colpo di stato! Speriamo naturalmente che anche i probiviri non siano comunisti – VI SPIEGO
scritto da FRANCESCO BUFFA DESIGNER , agosto 22, 2010

in questi ultimi anni per decenni sono stato convinto che con il termine “comunista†si intendevano storicamente le ideologie politiche di alcuni paesi o le ideologie di alcuni partiti e dei relativi militanti che così amavano farsi chiamare, decenni di storia da studiare insomma! – ho vissuto, dunque, in questi ultimi anni distratto, nell’ignoranza più assoluta! – non mi sono accorto praticamente, dei nuovi insegnamenti culturali profusi generosamente dal SOMMO ASTRO che da tempo – per grazia di Dio – nobilita e illumina la politica italiana – di questo mi vergogno! Ora però, nel mio piccolo modesto intendimento, vorrei spiegarlo in due parole soltanto a quelli che come me hanno vissuto nel buio e nell’ignoranza assoluta – (intanto mettete da parte enciclopedie, vocabolari o libri di storia, perché ancora non sono aggiornati debitamente) – il termine “COMUNISTA†è semplicemente un neologismo donato al popolo (non solo quello della libertà) dal sommo astro, che in un momento di generosa illuminata ispirazione, ha voluto anche arricchire il vocabolario degli italiani, che finora, stante il prezioso e delicato insegnamento non si è saputo adeguare opportunamente. In due parole, con il termine “COMUNISTAâ€, si indicano e comunque, diventano comunisti in un preciso istante, tutti coloro che per qualsiasi motivo, in un determinato attimo, sono in disaccordo con LUI, esempio: tutte le Procure in genere, un numero incredibile di magistrati, il CSM, LA Corte Costituzionale, quasi tutti i giornali e le televisioni ingiustamente lontani dalla sua famiglia, forse anche il Papa, ma sicuramente il giornale “Famiglia cristianaâ€, tutti quelli insomma che osano contraddirlo o che non professano la sua unica religione – ma comunque non facciamo tragedie! LUI ci libererà dai pericolosi comunisti, studierà come nominare personalmente le citate categorie, specialmente i pericolosi magistrati, per vivere tutti felici e contenti! – grazie ASTRO!
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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 30 Luglio 2010 13:21 )  

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